MOONLIGHT SCHOOL

E’ sempre un avventura mistica tornare in Nepal. Torniamo dopo un po’ di anni e questa volta oltre alla parte alpinistica ci aspetta una visita a cui teniamo in particolar modo: la visita alla scuola Moonlight, una realizzazione del nostro amico Santosh nostro portatore al primo trekking in Nepal.

Ha dell’incredibile quello che è riuscito ad organizzare partendo da un sogno: sogno a cui anche noi abbiamo creduto, contagiati dal suo entusiasmo. Ed eccoci qua ancora in mezzo al traffico caotico di Kathmandu: non ci sono regole, l’importante è pigiare sul clacson e non preoccuparsi delle precedenze. Lo smog impera e tanti girano con le mascherine: già ci manca l’aria sottile dei sentieri che portano all’Everest. Finalmente arriviamo alla scuola: l’edificio è grazioso con il suo colore rosa e ubicato in una zona relativamente tranquilla.
Entriamo accolti dal fratello di Santosh, che collabora con lui per far funzionare il tutto, e dalle insegnanti, molto carine con i loro abiti tradizionali, e poi dai bambini che per l’occasione si sono preparati per riceverci con canti di benvenuto. Sono veramente tanti: tutti felici di accogliere gli amici che vengono da lontano. Ci aggiriamo per le classi facendo domande a Santosh per sapere come è organizzata la scuola: vogliamo sapere cosa studiano, cosa mangiano, le loro storie di bambini strappati dalla povertà per poter aver un futuro migliore grazie all’istruzione, e si fatica a trattenere la commozione. Quando usciamo sono tutti alle finestre per salutarci: arrivederci a tutti, a presto.

Siamo stati profetici: dopo tre anni atterriamo ancora all’aeroporto Tribhuvan e ci immergiamo di nuovo nel caos. Non è cambiato niente: il solito casino. Invece alla scuola ci sono tante novità i ragazzi hanno tutti la divisa acquistate grazie ai soldi raccolti dall’associazione Help for Friend che nel frattempo è diventata una ONLUS, tante classi nuove e nuove attrezzature: computer, strumenti musicali, e una volontaria tedesca che aiuta le docenti nell’insegnamento.
Siamo tutti orgogliosi di aver dato il nostro contributo a realizzare tutto ciò e con grande piacere ci mischiamo con i bambini per festeggiare con loro bevendo e mangiando: è una grande festa.

P.s. nel 2015 un terribile terremoto ha lesionato in maniera irreparabile la scuola ma né i nepalesi né gli amici che sostengono il progetto, si sono persi d’animo: una nuova struttura di concezione antisismica posizionata in una nuova zona di Kathmandu, continua ad accogliere i bambini della Moonlight che aumentano di anno in anno.

Beppe

1 commento

  • Barbara Copercini ha detto:

    sicuramente visiterò la tua mostra a Parma 🙂 Mi ha colpito moltissimo la presentazione della tua mostra e la definizione che hai dato della fotografia.
    sono certa che sarà una visita molto emozionante ….. da viaggiatrice/esploratrice quale sono ho “fotografato” soprattutto con gli occhi tanti volti di bambini e persone dei luoghi visitati, quindi capisco appieno quando scrivi che queste esperienze danno più senso alla vita di ciascuno di noi:-)
    Se vuoi seguire la mia pagina facebook …
    Grazie per questa tua esperienza

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