Sara: la mia esperienza nepalese

Boudhanath, un quartiere della popolosissima, complessa e caoticissima Kathmandu.
Un quartiere che si svela come un angolo di mondo a parte. In cui la straordinaria stupa buddista e i diversi monasteri lì intorno, fanno da silenziosa cornice. E di cui si può avvertirne la presenza. E forse, la protezione.
La Moonlight school si trova proprio tra un dedalo di viuzze, all’interno di questo grande quartiere in cui non tutte le strade hanno un nome, ma che gli stessi abitanti conoscono e riconoscono secondo altre strategie condivise!
Un piccolo cancello apre le porte su un cortile interno, raccolto ed ordinato, abbracciato ai due lati dall’edificio scolastico.
I fratelli Santosh e Subash, preside e vicepreside, insieme alle dieci  maestre si prendono cura dell’educazione, delle scelte , delle spese,  dell’organizzazione della scuola.

Grazie all’incontro con Claudia avvenuto diversi anni fa e un po’ per caso, ho solo dopo  conosciuto con emozione l’impegno di Help for Friends ed ho potuto così direttamente incontrare Santosh, fondatore della scuola. Il mio amore per il Nepal ha fatto il resto.
Ero a Kathmandu da alcuni mesi per altri progetti e quando a dicembre ho visitato per la prima volta la Moonlight school ospitava 105 bambini tra i 4 ed i 14 anni. Adesso questi numeri sono già cambiati. Perché l’associazione Moonlight sta accogliendo nuovi ingressi a piccoli nuovi studenti. Le famiglie coinvolte, che vivono nelle zone rurali e periferiche del distretto di Kathmandu non avrebbero potuto e non possono ad oggi garantire l’istruzione ai loro figli.
La Moonlight School, sostenuta da associazioni come H4F e alcune altre donazioni offre così l’opportunità ai bambini e alle bambine di frequentare la scuola. Per proteggerli da un presente ingiusto per la loro infanzia e dare un contributo effettivo per un futuro migliore possibile . Per realizzare che l’educazione è libertà!
Le classi sono curate, ristrutturate da poco grazie ai fondi raccolti.
Tutti gli studenti hanno diritto ad un pasto giornaliero, al materiale didattico e alle divise scolastiche.
Fanno tante attività, tra cui giochi all’aperto, informatica, lettura, musica , danza e canto.

Ho partecipato a qualche momento indimenticabile con loro, durante le loro lezioni. La curiosità, l’energia, il cuore e l’entusiasmo che anima tutti i bambini e le bambine che negli anni ho incontrato in Nepal è straripante, forte, commovente. Un’ondata che scorre potente e unica, che ti abbraccia e trascina con tale intensità e purezza, che non puoi davvero più scordare. Di cui si resta grati.
E insieme contaminati, di domande e risposte.
Non solo da educatrice d’infanzia, quale sono. Ma semplicemente come persona.

Ho parlato a lungo con le maestre e insieme a Santosh e Subash, ho capito come questa scuola funziona. E grazie all’impegno, alla dedizione e al supporto che coinvolge tutti, tra cui attivo protagonista H4F, è una scuola straordinaria. Decisamente fuori dall’ordinario, rispetto alle altre realtà che ho conosciuto nel tempo.
Qualcosa di davvero prezioso è anche il sostegno alla genitorialità, che la Moonlight school offre, coinvolgendo le famiglie in periodiche assemblee in cui vengono aggiornate sull’andamento scolastico dei loro figli e in cui vengono così responsabilizzate nella partecipazione all’educazione dei bambini e delle bambine.

Con Claudia eravamo in contatto così ho potuto seguire alcune questioni burocratiche, e non solo, come corrispondente e quasi in diretta !
Insieme, abbiamo anche pensato ad un piccolo passo in avanti riguardo la qualità della lettura proposta ai bambini e bambine della scuola. C’era una piccola biblioteca allestita in una stanza e un po’ dimenticata. Con il contributo di Help for Friends, da Kathmandu attraverso le più tipiche avventure nepalesi rocambolesche abbiamo così acquistato diversi libri e da appassionata sostenitrice della letteratura per l’infanzia, insieme ad una formidabile libraia altrettanto motivata, abbiamo pensato ad una accurata selezione che sono sicura darà in qualche modo voce alla fantasia.

Santosh è diventato un amico, e ho accettato la sua proverbiale ospitalità nepalese  (fatta anche dell’immancabile daal bhat) e trascorso diversi momenti con la sua numerosa famiglia. Non ho potuto fare un periodo stabile di volontariato nella scuola perché già impegnata in altre tappe del mio viaggio, ma ci siamo promessi che ci sarebbe stata e ci sarà sicuramente un’altra occasione. Ma per chiunque volesse partecipare ad un progetto di volontariato nella scuola e fare un’esperienza nella vera realtà locale, lui è pronto ad offrire vitto e alloggio aprendo le porte della sua casa.

Sono poi tornata a visitare la scuola, i bambini e la casa di Santosh a Marzo, e proprio in quell’occasione l’incontro con Mr Uttam, educatore e formatore impegnato nella promozione di metodi alternativi di insegnamento nelle scuole, è stato importante per allargare nuovi orizzonti. E abbiamo insieme a Claudia e Santosh ( durante telefonate in cui ardite conversazioni in inglese nepalese e italiano creavano un mix piuttosto comico)  pensato di proporre un corso di formazione alla Moonlight school. Questo grazie ai fondi raccolti da Help for Friends è stato così approvato ed è diventato possibile.

In quei giorni è stato molto bello condividere giornate anche con Valentina. Ostetrica  e membro dell’associazione Mam beyond borders, che ha pensato e poi presentato un progetto per sostenere e sviluppare a distanza, adozioni scolastiche. Per i bambini della Moonlight school.

“Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme,
con la mediazione del mondo.
Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo: ci si libera insieme.
Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo: gli uomini si liberano nella comunione.”

– Paulo Freire –

Namaste!!!